In antichità il ferro era ritenuto un materiale meno pregiato rispetto al rame, perché era considerato meno resistente per la fabbricazione di armi e utensili da lavoro. Ma presto si scoprì che bastava portarlo ad altissime temperature, lavorarlo e subito raffreddarlo con l'acqua per farlo diventare resistente e duro come la roccia. E da quel momento venne utilizzato per tantissime applicazioni.
Da allora si iniziò pian piano a credere che il fabbro fosse uno stregone, in quanto riusciva, con le sole mani e pochi arnesi, a piegare il ferro, dandogli le forme più disparate. In particolare era la forma a spirale che suscitava le curiosità e stimolava la fantasia della gente.
Ciò deriva dalla mitologia greca, in particolare dalla figura di Efesto, dio del fuoco, dei metalli e dell'arte di forgiarli, il quale regnava sui vulcani, le sue officine, e lavorava a stretto contatto con i Ciclopi.
Si racconta che quasi tutte le armi che creava erano dotate di poteri magici e molto spesso queste finivano in mano ai più grandi eroi della mitologia greca, tra cui spiccano Achille (per cui realizzò l'armatura e lo scudo), Ercole (per cui realizzò i battacchi di bronzo) ed Enea, che ricevette in dono l'elmo e la corazza.
Oggi lu firraru (il fabbro) non è un artigiano, è un artista. L'artigianato artistico nel ferro battuto è molto diffuso in Salento. Per secoli l'arte del ferro battuto ha abbellito i palazzi del Salento e oggi molti artigiani continuano a farlo, arricchendo la produzione di manufatti classici, moderni e dalle linee originali, sempre come un tempo: con forgia, incudine e martello.