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tecniche e modi di suono del tamburello

CAPITOLI

I. Introduzione

II. Presupposti

III. Stornellata

IV. Imparare la terzina

V. Pizzica-pizzica. Due terzine

VI. Pizzica-tarantata

VII. Terzina con sincope

VIII. Movimento della mano sinistra

IX. Avvertenze finali

 

Introduzione

 

Termini utili

Terzina: tre colpi dati in progressione, all'interno di un ritmo binario. 

Accento: è il colpo più forte che viene dato all'interno del ritmo, per scandire il tempo. Esempio di accento nella terzina della pizzica-pizzica: TA - ta - ta (dove il "ta" in maiuscolo è l'accento). Ci sono sostanzialmente due accenti che dovete conoscere: in battere e in levare. 

Accento in levare: si accentuano le parti più deboli della battuta (es. ta - ta - TA);
Accento in battere: si accentuano le parti più forti della battuta. 
L'accento tipico della pizzica-pizzica è in battere.

I modi di suonare il tamburello sono infiniti. Lo strumento si presta a numerosi ritmi, tanto da essere utilizzato in molti contesti musicali. Pensate che solo solo nel Sud Italia vi sono almeno una decina di generi musicali popolari, divisi in più di un migliaio di varianti (se proprio vogliamo quantificarle), difatti ogni regione conosce almeno un genere (es. tarantella calabrese, tarantella siciliana, etc.) con varianti per paesi o per aree geografiche praticamente infiniti. Ecco che, per fare un esempio, in Calabria vi è la tarantella reggina molto diversa da quella del pollino, e sia nella zona del reggino che in quella del pollino vi sono varianti a volte significative tra un paese e l'altro o tra una zona e l'altra.

 

Anche in Salento si può fare lo stesso discorso. Vi sono tecniche di suono molto diverse tra una zona e l'altra, anche se ultimamente sono sopravvissuti all'incirca quattro o cinque ritmi della pizzica-pizzica di cui molti suonatori o appassionati ne conoscono all'incirca uno o al massimo due.
Vediamo subito quali sono questi ritmi e come si può iniziare a conoscere il tamburello in modo da partire con qualche nozione di base utile per iniziare a suonare con un po' di consapevolezza.

 

Presupposti

 

 Il tamburello si tiene con il pollice all'interno e le dita della mano sulla cornice esterna, così come proposto in foto

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Modo scorretto di impugnare il tamburello 

DSC 0122 DSC 0123

Modo corretto di impugnare il tamburello

 

Stornellata

 

Gli stornelli si muovono sul ritmo binario, un ritmo alquanto facile che vi suggerisco di prendere sin da subito in considerazione per iniziare a sciogliervi il polso.

Le difficoltà maggiori che incontrerete, infatti, saranno legate alla fatica della mano, inizialmente di quella che suona (generalmente la destra) e successivamente di quella che tiene il tamburo.

 

Di seguito un breve tutorial su come si suona una stornellata.

 

 

Abbiate in mente due cose: il tamburello si tiene ben saldo con la mano sinistra (se non siete mancini...!) ma non rigidamente, in modo da permettere al tamburo di muoversi un po' e alla mano destra di affaticarsi di meno (la quale deve rimbalzare e non fermarsi sul tamburo).

Cercate di muovere la mano con la quale tenete il tamburo, come proposto nel video. Questo movimento vi risulterà fondamentale in futuro. Sembra un esercizio difficile, ed in effetti all'inizio lo è, ma sforzatevi di eseguirlo, all'inizio lentamente e poi vedrete che pian piano vi uscirà spontaneo un movimento più veloce e ritmico.

 

Imparare a suonare il tamburello con gli stornelli è un esercizio utilissimo per due ragioni:

1) dopo aver sciolto il polso e assunto una certa disinvoltura nel suono, per voi sarà facilissimo passare all'apprendimento della pizzica-pizzica, una vera passeggiata.

2) se poi deciderete di esplorare altri ritmi, come la tammurriata campana, questo esercizio vi aiuterà, almeno all'inizio, a familiarizzare con il movimento in orizzontale.

Difatti la pizzica-pizzica, come avrete notato, si esegue con un movimento verticale (dall'alto verso il basso), mentre la tammurriata si esegue generalmente in orizzontale (da destra verso sinistra).

Imparerete, seguendo il ritmo degli stornelli, a familiarizzare con il tamburo.

Potete esercitarvi anche 2 minuti al giorno, accompagnandovi da uno stornello in modo da apprendere piano piano il ritmo. Dopo un paio di settimane vedrete sicuramente dei miglioramenti significativi.

 

Imparare la terzina

 

In questo video vediamo subito come si realizza una terzina, solo che il ritmo è più lento ed accentuato.

Apprendendo questa tecnica avrete due vantaggi:

1) inizierete subito a capire la terzina e, suonandola così lentamente, potrete correggere subito eventuali errori di esecuzione;

2) potrete assimilare a poco a poco il ritmo della pizzica-scherma che, com'è stato detto in precedenza, è un ritmo diverso dalla classica pizzica-pizzica, molto più lento e sostenuto.

 

ATTENZIONE! Apprendere subito il ritmo veloce della pizzica-pizzica vi può portare a commettere errori che dopo avrete difficoltà a correggere. Mente in questo modo potrete capire lentamente la struttura della terzina ed eseguirla cercando di tenere ben distinti i suoni.

 

Cos'è la terzina?

Sono tre colpi dati in progressione in un tempo binario. Prendete il ritmo di 4/4, dividetelo in 6/8 e avrete un ritmo terzinato.

Come si suona la terzina nella pizzica?

Il primo colpo che darete sul tamburo è l'accento, dato con il pollice, seguito dal secondo colpo che viene dato con la parte della mano che sta tra l'indice ed il pollice, ossia il dorso, mentre il terzo colpo è dato con la punta delle dita.

La sequenza in foto vi spiegherà meglio i tre movimenti.

mov 1 mov 2 mov 3

Primo movimento

Accento. 

Rimbalzo del pollice sulla pelle

Secondo movimento

Rimbalzo del lato del dorso della

mano sulla parte superiore 

del tamburo

Terzo movimento

Lieve colpo della punta delle dita

sulla parte centrale del tamburo


All'inizio, almeno nelle prime due settimane, cercate di eseguire questi movimenti con molta lentezza, non cadendo nella tentazione di andare subito veloci, altrimenti rischierete, come detto, di vanificare i vostri sforzi e commettere qualche errore.

Fate in modo di dare l'accento (che corrisponde al colpo più forte) in prossimità del centro del tamburello, mentre gli altri colpi vanno dati sulla parte superiore del tamburo, in modo da far suonare i sonagli. Questa è la terzina. Ovviamente, come detto, ci sono tanti stili di esecuzione della terzina, per esempio si può suonare usando solo la punta delle dita, dando tre colpi in progressione e con tempi diversi, ma per adesso concentriamoci su quello che può essere considerato il movimento classico e più diffuso tra i suonatori di ogni tempo.

Accade ogni anno, durante le ronde di scherma a Torrepaduli, che qualche neofita entri nella ronda ed attacchi a suonare una pizzica-pizzica, facendo uscire fuori tempo tutti i suonatori e, per forza di cose, anche i ballerini. E vi assicuro che non è piacevole essere rimproverati dal vicino o da un ballerino, né è altrettanto piacevole vedere tutti i suonatori smettere improvvisamente di suonare.

 

Pizzica-pizzica. Due terzine

 

Dopo aver appreso il ritmo precedente, per voi sarà una passeggiata eseguire anche questo.

Già, perché voi avete appreso la terzina.

Il punto fondamentale, in questo nuovo ritmo, è una sequenza di due terzine. Solo che nella prima terzina si sente l'accento, mentre nella seconda no.

Non è chiaro? Tranquilli, è solo una questione di pratica!

Allora, tenendo ben in mente che in questo video abbiamo visto il ritmo tipico della pizzica-pizzica, composto da due terzine legate, dobbiamo scomporle in modo da semplificare il nostro lavoro.

 

Dividete idealmente il tamburello in due sezioni: parte superiore e parte inferiore.

 

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Iniziate a suonare dalla parte inferiore. Con quello che avete imparato finora, fate la vostra bella terzina solo nella parte inferiore. Fatto? Bene. Ora passiamo al livello successivo. Date solo l'accento sulla parte inferiore e poi date gli altri due colpi (dorso della mano e punta delle dita) sulla parte superiore. Piano piano.

Se non vi è chiaro, tornate al video e guardate il tutorial al rallentatore.

 

Bene. Dopo aver appreso come si suona la terzina nella parte inferiore del tamburello, fate la seconda terzina sulla parte superiore. Non sarà difficile, ci vorrà solo qualche giorno di pratica.

In questo modo avete appreso il cosiddetto “trillo continuo”, difatti la connessione tra le due terzine serve proprio a far suonare continuamente i sonagli, i quali, proprio in virtù delle due terzine legate, non smettono di suonare.

 

Pizzica-tarantata 

 

 

Va detto che questo è uno dei tanti ritmi della pizzica-tarantata, diciamo il più utilizzato. Ciò perché si compone di due terzine, come il precedente, a differenza del fatto che in questo caso il primo colpo di entrambe le terzine è rappresentato dall'accento.

Dunque non c'è alcuna differenza con l'altro modo, solo che in questo caso invece che accentuare il primo colpo della prima terzina, si accentuano i primi due colpi di entrambe le terzine.

Ciò serve a dare maggiore velocità e ritmicità al ballo.

Abbiamo visto come nel ballo della pizzica il colpo del piede al suolo viene dato sull'accento del tamburo. In questo ritmo abbiamo dunque due colpi di piede anziché uno. Nel rituale curativo del tarantismo ciò era reso necessario dal fatto che bisognava far ballare la tarantata in modo più ossessivo, per facilitarne il processo di guarigione.

 

Terzina con sincope 

 

la particolarità di questo ritmo sta nel fatto che il secondo colpo della prima terzina non viene dato e si passa direttamente al terzo colpo. Nel gergo musicale si chiama sincope.

La seconda terzina resta invariata.

Ciò serve ad evidenziare maggiormente l'accento e ad evitare il cosiddetto trillo continuo.

Tale ritmo è utilizzato in diversi canti e può rappresentare per voi la base per il suono della pizzica-scherma, in cui il trillo continuo o non viene eseguito o viene eseguito in modo così lieve da essere percepito minimamente.

 

Movimento della mano sinistra

 

Un modo per suonare la pizzica-pizzica è rappresentato dal movimento della mano sinistra, ossia quella che regge il tamburello.

 

 

Questo tipo di movimento, in passato molto più diffuso, oggi è pressoché scomparso e sopravvive ancora grazie a pochi bravissimi musicisti tradizionali, tra cui spicca Anna Cinzia Villani. Il movimento imprime una ritmicità maggiore e permette un accento più potente nonché un continuo ed incisivo ripercuotersi dei sonagli, proprio in virtù dell'ausilio della mano sinistra. Inoltre in questo modo la mano che suona si stanca di meno.

 

Avvertenze finali

 

ATTENZIONE! Il tamburello si presta a numerosissimi altri ritmi, ma è necessario, per chi si avvicina alla musica tradizionale salentina, specificare una cosa:

Tutti i virtuosismi che si possono eseguire con il tamburello (trillo, controtempi, colpi sulla cornice, come nella cultura araba, innesti di ritmi provenienti da altre tradizioni musicali, etc.) vanno bene solo se fatti in un contesto diverso da quello di esecuzione del ballo della pizzica-pizzica, perché questa è naturalmente orientata ad un ritmo ossessivo, in cui le terzine si susseguono in modo pressoché uguale, permettendo ai ballerini di danzare nella certezza e nella sicurezza di un ritmo tendenzialmente immutabile. Il singolo suonatore che in un contesto di ronda (il cerchio formato anche da decine e decine di persone) esegue un “virtuosismo”, può danneggiare tutta l'esecuzione del ballo e mandare fuori tempo il resto dei suonatori.

 

Questo però non significa che il ritmo della pizzica-pizzica è sempre uguale! Il cambio del tempo e il controtempo rispetto al canto è un'operazione che in passato veniva usata di frequente, ma in un contesto in cui tutti i suonatori ed i ballerini erano consapevoli di tale tipo di ritmo e dunque, in base al canto, sapevano esattamente quando si doveva cambiare ritmo, all'unisono, e così i ballerini sapevano su quali strofe del canto cambiare il passo.

 

Di seguito un esempio di ritmo con controtempo rispetto al canto, ossia di tempo in levare (oggi pressoché scomparso nelle ronde di pizzica salentina):

 

Notate il continuo cambio di tempo? In alcune strofe l'accento viene dato sulla penultima sillaba della frase, mentre in altre strofe l'accento è dato sull'ultima sillaba.

Ciò dimostra che gli esecutori di una volta erano in grado, con estrema disinvoltura, di passare da un ritmo all'altro, mentre oggi questo modo di suonare si ritrova solo in musicisti esperti, e dunque in ritrovi pubblici è impossibile cambiare ritmo per non rischiare di far uscire fuori tempo i suonatori meno esperti.

 

Alla fine di questo breve tutorial non avrete imparato a suonare il ritmo della pizzica-pizzica, con le sue varianti. Serve tanta pratica e tanta pazienza. Vi occorrerà allenarvi ogni giorno (o quasi), anche se sono sufficienti 2-3 minuti al giorno. All'inizio non correte subito a provare ad inseguire il ritmo con il lettore mp3 nelle orecchie, perché non riuscirete a seguirlo. Provate e riprovate il movimento per qualche settimana, velocizzandolo progressivamente e, nel giro di poche settimane, riuscirete ad eseguirlo con correttezza. 

Ah, se vivete in condominio o i vostri vicini non sopportano il fracasso del tamburo, provate con una scatola di scarpe...è un ottimo sostitutivo, molto meno invadente! 

Buon lavoro a tutti voi e...ci vediamo in qualche ronda, magari con uno dei tamburelli che potete trovare qui!

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