La ronda è un cerchio formato da suonatori, curiosi o ballerini in attesa del proprio turno, entro cui si svolge il ballo della pizzica-pizzica o della pizzica-scherma.
Oggi è molto facile assistere ad una ronda di suonatori, soprattutto nelle feste pubbliche, ma non va nascosto che in contesti privati non sempre accade (o accadeva) che si formi una ronda. Tutto dipende dal numero dei partecipanti e dal tipo di evento.
Dal punto di vista prettamente funzionale la ronda assume un'importanza “strategica”. Il cerchio è utile per guardarsi a vicenda e individuare subito delle aritmie, per delimitare l'area di ballo nonché per cercare di dare un ordine ai suonatori e ai ballerini, altrimenti il percorso musicale diventerebbe confuso.
Dal punto di vista simbolico, il cerchio rappresenta la perfezione, la compiutezza, l’unione, nonché l'armonia che è un punto focale nella cultura popolare e nel suo simbolismo.
Difatti il cerchio è intimamente legato al simbolismo musicale: così come la pizzica è una sequenza immutabile di terzine, un ritmo ossessivo e sempre costante, il cerchio è altrettanto immutabile, senza fine, che, con la sua infinità, conduce alla perfezione.
Questi elementi simbolici si ritrovano nei miti greci e in buona parte delle esperienze culturali popolari del sud Italia. Per fare un esempio, sia in Calabria che in Campania esistono esperienze simili alle ronde salentine, chiamate rote, che hanno, dunque, la stessa caratteristica (cerchio di suonatori, ballerini e curiosi) ma regole diverse (tra cui spicca la figura del maestro di ballo in Calabria e del mastro ballo in Campania che hanno l'autorità di gestire la ronda).
Dunque è probabile che queste modalità di esecuzione del ballo e della musica abbiano una radice comune, che può ritrovarsi nel simbolismo del cerchio.
Difatti un altro significato del cerchio è legato alla rappresentazione della divinità non solo come origine, sussistenza e consumazione di tutte le cose (l'Alfa e l'Omega del Cristianesimo) ma anche nella sua immutabilità.
Del resto il sole ha la forma del cerchio, così come la terra, mentre il simbolo alchemico dell’oro è ugualmente un cerchio. Il cerchio è anche simbolo del tempo: il ripetersi continuo e costante delle stagioni assume la forma geometrica del cerchio. Parimenti, il rimorso, tipico del tarantismo, è raffigurato da un cerchio, in quanto il morso rappresenta l'inizio ed il rimorso rappresenta la fine ma anche l'inizio, ossia un nuovo mordere.
Ecco che, nell'ottica simbolica, la ronda è non altro che una rinnovazione dei miti del passato, del simbolismo religioso e pagano che ha caratterizzato le genti del Sud.
Ad ogni modo, qualsiasi sia il significato della ronda, non può sottacersi il fatto che oggi rappresenta un punto d'incontro tra musicisti e ballerini, turisti e curiosi, studiosi e appassionati, che nel cerchio, nella ronda, s'incontrano e s'assomigliano. Il cerchio unisce. Rende uguali. Nella ronda non contano i ruoli sociali (contadino, operaio, avvocato, studente, disoccupato, etc.), ma conta solo la capacità di realizzare un equilibrio di ritmi e suoni attraverso i propri strumenti musicali; conta la capacità, per i ballerini, di stabilire un'armonia. Conta, in altre parole, la dimensione dello stare insieme, essenza della cultura popolare, diametralmente opposta al pensiero individualista che vede l'uomo come una monade slegata dagli altri, spesso considerati come nemici o ostacoli al proprio sviluppo.
La ronda è anche sinonimo di semplicità, altra costante nella cultura popolare.
La semplicità sta in tante cose: basta un pugno di persone, qualche strumento povero (tamburello, castagnette, tavolette, etc.), una o più voci e la ronda prende forma, permettendo a chi vi partecipa (anche come semplice uditore) di trascorrere una serata ricca dal punto di vista umano.