Le pajare sono costruzioni trulliformi, ossia a forma di trullo, il cui nome deriva probabilmente dalla tecnica di costruzione, poiché le abitazioni erano costruite con paglia (paja) e fango.
Erano utilizzate principalmente come ripari temporanei dai contadini che si recavano nel fondo per la coltivazione.
Dovete sapere che non tutti avevano la fortuna di avere un fondo da coltivare vicino casa. Alcuni dovevano fare anche 5, 10 o più km per giungere fino al luogo del lavoro. D'estate la giornata lavorativa iniziava a tarda notte e finiva a tarda sera, finché calava il sole. E allora molti contadini, per non dover affrontare di notte il viaggio di ritorno, che poteva durare anche ore, per poi ritornare dopo poche ore di sonno a riprendere il viaggio, preferivano dormire nel fondo, magari collocando un po' di paglia sul terreno e dormendo tra gli attrezzi di lavoro e gli animali.
Si dice che le pajare hanno un'origine antichissima, difatti sono fatte risalire alla prestoria pugliese, in un periodo di tempo che va dal 2000 a.C. alla fine dell’età del Bronzo (VIII sec. a.C.). Tuttavia le fonti storiche più certe stabiliscono la loro origine nell'epoca bizantina, dunque nel 1000 d.C., anche se la loro tecnica di costruzione ha qualche richiamo a quella delle Specchie e, di conseguenza, non è facile datare con precisione le prime pajare.
La loro struttura è di tipo piramidale o quadrata, a forma di tronco-conica o tronco-piramidale, solitamente sistemata sui confini per non togliere spazio alle colture.
Pajara in agro di San Donato
Due Pajare unite in agro di Nardò
Piccola Pajara in agro di Nardo